Avvelenamento da Nicotina nel cane e nel gatto

L’avvelenamento da nicotina è, per fortuna, poco frequente nel cane e nel gatto e si associa più facilmente: alla presenza di un fumatore in casa

ed alla stagione invernale, poiché aumenta il tempo passato in casa dai nostri piccoli amici.
Cane e gatto possono andare incontro a questo avvelenamento attraverso l’ingestione di sigarette, mozziconi e filtri di sigaretta, ingestione di tabacco da fiuto o da masticare, gomme e cerotti alla nicotina, pastiglie a base di nicotina utilizzate da fumatori in corso di terapia disintossicante, alcune piante della famiglia delle solanacee ed infine con ingestione di alcuni insetticidi.
L’insorgenza dei sintomi è rapida, di solito entro 15-45 minuti dall’ingestione. L’animale diviene nervoso e sembra non riuscire a riposare e si notano respiro veloce e perdita di saliva dalla bocca. Con basse dosi compare in genere qualche episodio di vomito, mentre in dosi maggiori si osserva via via la comparsa di debolezza, diarrea, perdita di gocce di urina, lacrimazione ed in alte dosi progressiva paralisi flaccida. In rari casi possono insorgere convulsioni. La morte può sopraggiungere per arresto respiratorio.
Per dosi molto piccole è in genere sufficiente la somministrazione di carbone vegetale per bocca ma dosi più elevate richiedono sempre l’intervento di un medico veterinario.
Poiché la nicotina viene assorbita con maggiore facilità in ambiente alcalino, i soggetti che assumono farmaci antiacidi per gastrite cronica sono a maggior rischio di contrarre l’avvelenamento.
La prevenzione si basa essenzialmente su misure ambientali: utilizzare sempre i posacenere che devono anche essere posizionati in zone non accessibili agli animali ed essere svuotati con regolarità, custodia attenta di sigarette, tabacchi, farmaci, ecc. ed uso ragionato degli insetticidi.
E’ evidente che le stesse misure di prevenzione sono assolutamente indicate anche per la prevenzione dell’avvelenamento da nicotina nei bambini che, come cane e gatto, vedendo gli adulti mettere in bocca ripetutamente le sigarette, possono incorrere nell’avvelenamento anche per semplice imitazione.
Un recente studio ha anche indagato l’associazione in cani di proprietari fumatori e non fumatori, tra concentrazione di nicotina nei peli del cane ed esposizione al fumo di tabacco ambientale per stabilire se i cani siano esposti a quantità significative identificabili di fumo di tabacco ambientale in casa.
Lo studio prende in considerazione i peli prelevati da 23 cani esposti al fumo di tabacco ambientale e da 15 cani non esposti.
I diversi gruppi di esposizione erano significativamente differenti sia riguardo la nicotina contenuta nel pelo sia per la nicotina adesa alla superficie del pelo. Il confronto statistico era significativo per tutte le categorie, fatta eccezione per i gruppi non esposti e occasionalmente esposti.
La concentrazione di nicotina nel pelo del cane sembra essere fortemente associata all’esposizione riportata al fumo di tabacco ambientale. L’intervallo e la mediana della concentrazione di nicotina nel pelo dei cani esposti al fumo di tabacco ambientale erano simili a quelli descritti nei bambini. Ciò suggerisce che il pelo del cane può fornire un metodo utile per determinare il grado di esposizione al fumo di tabacco ambientale in tutti gli ambienti comuni ad animali da compagnia e bambini. Ciò permetterà in futuro anche l’avvio di studi comparati fra esposizione al fumo e rischio di contrarre tumori sia negli animali che nei bambini.

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