L’esame ecografico CANE, GATTO E ANIMALI DA COMPAGNIA

 L’esame ecografico o ecografia è un esame diagnostico non invasivo che utilizzando ultrasuoni (onde sonore) emessi da particolari sonde appoggiate sulla pelle del paziente,

 

consente di visualizzare organi, ghiandole, vasi sanguigni, strutture sottocutanee ed anche strutture muscolari e tendinee in numerose parti del corpo. L’ecografia non permette lo studio della parte scheletrica e delle strutture interne alla scatola cranica in quanto gli ultrasuoni non sono in grado di attraversare le strutture ossee.

L’ecografia costituisce uno dei primi approcci allo studio degli organi interni per vari motivi:
1. l’esame è assolutamente indolore e non invasivo e
2. può essere effettuato sul paziente sveglio e quindi, a meno di animali particolarmente problematici, non vi è necessità di utilizzare dei sedativi.
3. la preparazione del paziente è estremamente semplice. Nei nostri animali l’unica operazione necessaria consiste nella tosatura del pelo

della parte che verrà sottoposta ad esame. In situazioni particolari, come ad esempio l’ecografia addominale può essere richiesto che il paziente sia a digiuno da alcune ore, oppure, nel caso di ecografia alla vescica, che il paziente non venga lasciato urinare prima di effettuare l’esame.
4. l’esame è sicuro. Gli ultrasuoni a differenza dei raggi X non provocano danni ai tessuti. L’estrema sicurezza fa si che l’esame possa essere ripetuto nel tempo se vi è necessità di eseguire ripetute indagini; tutto ciò a scopo di monitoraggio in presenza di patologie già note oppure in situazioni particolari come ad esempio la gravidanza.
5. tutte le caratteristiche sopra elencate rendono questo esame anche estremamente utile e indicato in situazioni di emergenza ad esempio dopo un trauma per escludere emorragie interne o la rottura della vescica.

Anche l’ecografia è un esame in cui la qualità dell’apparecchio e l’esperienza dell’operatore sono elementi estremamente importanti. Esistono infatti apparecchi che potremmo paragonare ad una Fiat 500 fino ad apparecchi da formula 1. Va da sé che anche il pilota è determinante e per questo è importante che chi effettua l’esame sia cosciente dei propri limiti e di quelli dell’apparecchio che sta usando.

Come avviene in medicina umana, l’ecografia viene molto utilizzata anche in medicina veterinaria per la diagnosi e il monitoraggio della gravidanza. Questo esame ha il grande pregio di permettere indagini specifiche sia sulla madre che sui feti e, nonostante le grandi differenze di taglia esistenti nella razza canina, consente anche di stimare l’età dei feti e la data approssimativa del parto.
Nella specie canina troviamo anche una peculiarità che influisce sull’utilizzo dell’ecografia nelle diagnosi di gravidanza: l’ inizio della gestazione non coincide propriamente con l’ accoppiamento che può avvenire già alcuni giorni prima dell’ovulazione. Questo fenomeno è reso possibile dalla lunga capacità di sopravvivenza degli spermatozoi nelle vie genitali femminili e, nei casi più estremi, accoppiamento e fecondazione possono essere distanti tra loro anche 6-7 giorni. Proprio per questo motivo è bene attendere almeno fino al 22° giorno prima di escludere una gravidanza per via ecografica. Nel gatto invece la situazione è più semplice; accoppiamento e fecondazione sono separati massimo da 48 ore e quindi si può fare diagnosi certa già al 18° giorno.
In entrambe le specie l’ecografia non è invece un esame indicato per stabilire il numero dei feti.
Nel prossimo articolo approfondiremo altri aspetti legati all’ecografia e alle metodiche sia diagnostiche che terapeutiche ecoguidate.

Autore: dr. Giovanni Bucci

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