Il prurito nel gatto

Nell’articolo precedente, abbiamo visto come il prurito possa essere definito “una sensazione che porta il soggetto a grattarsi”.

Nel gatto, purtroppo, questa definizione è incompleta. Il gatto manifesta il prurito in molti altri modi e più vari sono anche i segni clinici ad esso associati.

Nel gatto un grattamento simile a quello del cane lo vediamo essenzialmente nel prurito che coinvolge la testa e il collo. Il gatto però, grattandosi, estrae le unghie e questo lo porta a procurarsi delle lesioni cutanee, a volte anche gravi, quali alopecia (mancanza del pelo), erosioni, ulcere e croste emorragiche.

Quando il sintomo è localizzato sul corpo, prevale invece un notevole aumento del grooming con il gatto che intensifica durata e frequenza del leccamento. Questo comportamento di solito si manifesta come una alopecia simmetrica autoindotta, localizzata più frequentemente sull’addome, sui fianchi e sul dorso, e più raramente sulle zampe anteriori o nell’area perineale.

Quando il prurito è localizzato agli arti, il gatto in genere aumenta il grooming associandolo però spesso a strappamenti del pelo e mordicchiamenti della pelle che si traducono in una alopecia multifocale (a macchie) con una distribuzione frequentemente sul dorso, addome ed arti.

Nel gatto le principali cause di prurito sono le malattie parassitarie e le dermatiti allergiche. Vi sono però anche altre cause più rare in cui il prurito è un sintomo che può essere presente o preponderante. Vediamo allora le situazioni più frequenti in cui potreste trovarvi e i consigli pratici che vi possono aiutare ad affrontare il problema.
Osservate bene il gatto e ripetutamente:

  1. il gatto gratta principalmente la testa e il collo. Non sono presenti lesioni particolari a parte i segni del grattamento. Le orecchie sono sporche con materiale nerastro all’interno. Nulla di grave ma è necessaria una visita veterinaria per stabilire la causa dell’otite e instaurare una idonea terapia.
  2. Il gatto si gratta, mordicchia e lecca continuamente. Sono presenti delle crosticine intorno al collo e sulla groppa vicino all’attaccatura della coda. Con molta probabilità si tratta di una allergia al morso delle pulci. La diagnosi deve essere confermata dal veterinario che oltre al trattamento antiparassitario più idoneo vi darà le indicazioni per il trattamento della reazione allergica. Nelle infestazioni più gravi può essere necessario anche un trattamento ambientale per eliminare le pulci dall’abitazione.
  3. Il gatto si gratta e lava con insistenza la faccia e a livello delle tempie sono insorte rapidamente delle lesioni umide con delle croste. Avete somministrato negli ultimi giorni un alimento nuovo per marca o gusto. Con molta probabilità è una reazione allergica alimentare. Tornate subito al vecchio alimento e contattate il veterinario per le idonee terapie. E’ importante essere in grado di dare informazioni il più dettagliate possibile sugli alimenti utilizzati.
  4. Il gatto si gratta un po’ ovunque, si mordicchia e lecca più del solito in assenza di altre lesioni. Qualcuno in famiglia manifesta prurito sopratutto nelle zone più coperte dai vestiti; sulla pelle è presente qualche raro puntino rosso. Potrebbe trattarsi di una infestazione parassitaria da cheyletiella. Subito dal veterinario per confermare la diagnosi ed iniziare la terapia.
  5. Il gatto si gratta e lecca con insistenza il ventre, e la zona posteriore. La pelle appare senza pelo o col pelo cortissimo in assenza di croste o altre lesioni. E’ molto probabilmente una dermatite autoindotta su base ansiosa. E’ necessario rivolgersi ad un veterinario esperto in comportamento animale.

Vi sono ancora molte altre malattie del gatto caratterizzate da prurito ma che purtroppo non hanno una presentazione caratteristica utile ai fini diagnostici. In questi casi l’unica soluzione è iniziare assieme al vostro veterinario di fiducia un iter diagnostico razionale che conduca alla diagnosi ed alla conseguente prognosi e terapia.

Autore: dr. Giovanni Bucci

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