Gli esami del sangue (seconda parte)

Gli esami del sangue sono una tecnica di diagnostica medica che, attraverso il prelievo di sangue venoso, valuta i parametri ematici del paziente evidenziando il suo stato di salute generale.

Come accennato nell’articolo precedente, l’esame del sangue è sostanzialmente costituito da una serie di esami che hanno un loro nome specifico. Dopo aver visto l’emocromo ovvero ciò che riguarda la parte cellulare del sangue, in questo articolo, ci occuperemo degli esami che riguardano invece la parte liquida del sangue: il siero.

Questa parte di esami la troverete nei referti sotto il nome di profilo ematochimico e riguarda una grande varietà di sostanze di varia origine e funzione quali proteine, sali inorganici, lipidi, carboidrati, ormoni e vitamine. Sono tutte sostanze che sono sempre presenti nel sangue e ne viene calcolata la quantità per poi fare un confronto con le quantità che vengono ritenute normali. I valori di raffronto sono diversi e specifici per ogni specie animale. E’ inoltre importante ricordare che i valori di riferimento riportati nei referti sono puramente indicativi in quanto non tengono conto di molti fattori individuali quali razza, sesso, età, stato fisiologico, ecc. ed è per questo che si dice che il medico o il veterinario deve “interpretare” gli esami.

Il siero è composto principalmente da acqua che funge da veicolo di trasporto delle sostanze che andremo poi ad analizzare.
Il sangue appena prelevato viene posto in una provetta e lasciato coagulare. Viene quindi centrifugato in modo da estrarre dal coagulo la parte liquida, il siero appunto, che verrà poi analizzato.


A volte può essere necessario analizzare anche quella parte di sostanze che servono al processo coagulativo. In questo caso il sangue verrà posto in una provetta con anticoagulante e centrifugato ottenendo così il plasma.

Vista la straordinaria varietà di sostanze veicolate dal sangue, esso funge da vero e proprio “specchio” del buono o cattivo funzionamento di un organismo. Tutto quanto viene “prodotto”, trasformato o eliminato da ogni parte del corpo, entra inevitabilmente in contatto con il circolo sanguigno; nel momento in cui scelgo di analizzare il plasma e/o il siero vado a vedere come lavorano gli organi, gli apparati e le ghiandole delle diverse aree del corpo.
I
parametri da analizzare vengono in genere suddivisi in gruppi che ci consentono di valutare al meglio proprio un organo o un apparato. Ecco perché si parla spesso di “profili chimici d’organo o di pannelli.

Il cosiddetto “profilo chimico di base” è l’esame cui si ricorre più spesso per un rapido check up e per fare una prima valutazione sui rischi connessi all’uso di determinati farmaci. Ad esempio in un animale con i parametri renali leggermente alterati si cercherà di evitare la somministrazione di tutti quei farmaci che possono causare “affaticamento” o danni renali. Il profilo di base comprende: proteine totali e albumine, due parametri renali (urea e creatinina), due parametri epatici (ALP e GPT) e il glucosio. A questi vengono aggiunti i parametri suggeriti dalla visita clinica del paziente.

Nel prossimo articolo inizieremo ad analizzare in dettaglio alcuni parametri, per scoprire che cosa ci raccontano e perché bisogna indagarli.

Autore: dr. Giovanni Bucci

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