Gestione riproduttiva del cane femmina.

Una delle domande più frequenti che viene rivolta al veterinario, dopo l’acquisto di un cane femmina è: “quando è meglio sterilizzarla ?”
Vediamo allora qualche elemento di riflessione importante per prendere questa decisione.

Esistono numerosi metodi per evitare l’estro (calore) delle cagne femmine. Alcuni sono temporanei, altri definitivi. Quando non c’è intenzione di far riprodurre il cane, la castrazione chirurgica è senza dubbio il metodo definitivo più indicato; di questo parleremo nell’articolo. A molti lettori il termine castrazione riferito ad una femmina suonerà strano ma sterilizzazione e castrazione sono due procedure chirurgiche diverse attuabili sia nel maschio che nella femmina. Sterilizzare vuol dire: rendere sterili; ovvero quel che succede ad esempio nell’uomo con la chiusura dei dotti deferenti o nelle donne con la chiusura delle tube. Il ciclo ormonale e ciò che esso comporta rimane ma viene a mancare la possibilità di generare ovvero la fertilità. Castrare vuol dire: asportare le gonadi ovvero i testicoli nel maschio e le ovaie nella femmina. Gli animali castrati sono sempre e comunque sterili proprio perchè vengono asportate le gonadi e in mancanza di queste ultime viene soppresso anche il ciclo ormonale (estro/calore) nella femmina e il comportamento sessuale di ricerca e monta nel maschio. In sintesi la castrazione nella femmina comporta una menopausa anticipata ovvero una soppressione definitiva dei calori. Vi sono però altri aspetti importanti correlati all’intervento di castrazione che non sono legati alla gestione riproduttiva in senso stretto.
LA castrazione nel cane femmina comporta anche un’ottima prevenzione dei tumori mammari, ma questa attività è correlata all’età di esecuzione dell’intervento. L’ attività di prevenzione dei tumori mammari sembra rimanere ottima con l’intervento fatto entro i 18 mesi di età e si avvicina praticamente al 100% quando l’intervento viene eseguito prima del primo calore, perchè in quest’ultimo caso le mammelle non si sono ancora sviluppate. Questa percentuale cala poi con l’aumentare dell’età in cui viene fatto l’intervento e sembra scendere a zero intorno ai 5 anni di età.
Sono stati pubblicati anche alcuni studi che cercano di correlare incontinenza urinaria e castrazione. Nell’eventuale comparsa di incontinenza sembra siano molto importanti i fattori legati alla taglia dell’animale (è maggiormente segnalata negli animali di taglia grande), al peso (più probabile negli animali obesi) e a fattori legati alla razza e famigliarità (vi è una importante predisposizione su base ereditaria). Sembra incidere poco o niente l’età di intervento e l’eventuale asportazione o meno dell’utero insieme alle ovaie. La percentuale di cagne castrate che mostra in età avanzata problemi di incontinenza rimane comunque attestata fra il 3 e il 5 % e sembra essere di poco superiore a quella riscontrata nella cagne non castrate.
LA castrazione determina anche un cambio dell’assetto ormonale che facilità un aumento del peso corporeo. A questo riguardo si è visto che i primi sei mesi successivi all’intervento sono essenziali nel controllo del peso. Quanto più l’animale ingrasserà in questo periodo tanto maggiore sarà la tendenza ad ingrassare ulteriormente negli anni successivi. Poiché l’aumento di peso è un fattore estremamente importante nella gestione di alcune malattie di tipo ortopedico (come ad esempio la displasia dell’anca), nei soggetti portatori di tali patologie è necessario valutare attentamente la situazione prima di procedere all’intervento. Rimane ovvio che, come succede per l’uomo, se l’alimentazione sarà corretta per qualità e quantità il problema non sussiste.
Riguardo le possibili influenze dell’intervento sul comportamento del cane vi sono numerose segnalazioni che la castrazione possa peggiorare i problemi di tipo fobico come ad esempio le reazioni di panico negli animali che hanno paura dei rumori improvvisi, temporali, ecc. In questi animali si raccomanda un’attenta valutazione e di rivolgersi ad un veterinario comportamentista prima di eseguire l’intervento. Per concludere due suggerimenti pratici: se l’intervento viene fatto prima del primo calore, verificate comunque che lo sviluppo fisico sia a buon punto (almeno terminato il cambio dei denti). Se viene effettuato dopo il calore è meglio non effettuare l’intervento durante il calore e nei 75 gg successivi poichè in questo periodo l’apparato riproduttore non è ancora in fase di riposo. Prima dell’intervento è sempre indicato fare un checkup preoperatorio che comprenda una accurata visita clinica, L’ECG e un esame del sangue. In un prossimo articolo tratteremo altri aspetti riguardo questo argomento.

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